Abitare bene il mondo: Cultura, Territorio, Paesaggio

Giovedì 03 novembre, presso la sede di Trentino School of Management a Trento, si è svolto un seminario dedicato alla presentazione del volume “Abitare bene il mondo: un progetto culturale”, curato da Paolo Castelnovi per Editrice Bibliografica. Il testo raccoglie i più importanti interventi di Roberto Gambino, urbanista e pianificatore, coordinatore scientifico di molte esperienze di pianificazione tra cui quella del Piano Urbanistico della Provincia autonoma di Trento.

Il seminario è stato introdotto da Gianluca Cepollaro di Tsm|step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, che ha presentato l’antologia come una raccolta divisa in tre sezioni che rappresentano altrettanti campi di intervento del lavoro di Gambino: la valorizzazione del patrimonio storico, i parchi e le aree protette, il paesaggio. I testi introduttivi e conclusivi di Paolo Castelnovi accompagnano il lettore in un viaggio lungo più di quaranta anni di coraggiosa ricerca e sperimentazione attraverso il quale è possibile riflettere non solo sull’evoluzione della pianificazione territoriale italiana ma anche sulla storia del Paese.

Paolo Castelnovi, spiegando la ragioni della scelta dei saggi pubblicati, ha sottolineato la chiave del successo dell’opera di Roberto Gambino soffermandosi sul metodo di progettazione, che prevedeva una cooperazione attiva e partecipata tra diverse persone provenienti da ambiti disciplinari differenti e con età diverse, ma tutte accomunate da una profonda conoscenza dei luoghi e dei contesti. Gambino, prendendo spunto dal nord Europa, introduce l’approccio strategico come metodo per innovare la pianificazione, distaccandosi, quando è possibile, dalle rigide regole imposte dalla politica e dalle amministrazioni, per lasciare il posto all’immaginazione.

 

Bruno Zanon, architetto, già docente all’Università di Trento, ha ripreso una citazione di Gambino “separare quando è necessario, unire quando è possibile” per sottolineare il suo rilevante contributo per perseguire una logica di condivisione e dialogo nei processi di pianificazione, ampliando il quadro di riflessione teorico e pratico e cercando di integrare idee e persone diverse.

 

Benedetta Castiglioni, docente dell’Università di Padova, ha definito da un punto di vista paesaggistico la raccolta di scritti come una pubblicazione di estrema qualità in grado di mantenere insieme i diversi approcci al paesaggio susseguitisi negli anni. Castiglioni si è soffermata sulla metafora del crocevia come luogo d’incontro e/o di separazione identificando nel valore identitario e nella conoscenza del luogo gli elementi necessari per compiere la scelta più appropriata.

 

Luca Dal Pozzolo, responsabile della Ricerca della Fondazione Fitzcarraldo e direttore della collana “Geografie culturali” all’interno della quale il libro è stato pubblicato, ha definito la lettura dei saggi di Gambino molto attuale e di grande importanza soprattutto come punto di riflessione per i professionisti della progettazione. Dal Pozzolo ha analizzato il deficit e la difficoltà culturale dei processi di pianificazione che risiede nella distanza tra gli esperti e chi abita il territorio. Per colmare questa distanza la strategia utilizzata da Gambino cambia a seconda del contesto e del problema da affrontare ma si muove sempre nella direzione di creare spazi comuni di dialogo e conversazione.

 

Giorgio Tecilla, dell’Osservatorio del Paesaggio del Trentino si è soffermato su tre parole attraverso le quali leggere l’urbanistica: strategia, cultura, regola. Oggi l’urbanistica appare carente di strategia, di capacità di innovazione e di pensiero, perciò ai progettisti non resta che aggrapparsi con tutte le forze alle regole. La mancanza di capacità di pensiero e di innovazione è la vera crisi che distingue l’epoca contemporanea. Il metodo di lavoro di Gambino cerca di creare relazioni tra chi il territorio lo abita e lo conosce, creando così una rete che nasce dal basso e che si fissa sulle necessità degli abitanti del luogo.

 

Le conclusioni del seminario sono state affidate ad Annibale Salsa, Presidente del Comitato Scientifico di Tsm|step Scuola per il governo del territorio e del paesaggio. Salsa ha messo in risalto come il principale messaggio che ci deriva dalla lettura del testo riguardi l’importanza di mettere in relazione le persone e il territorio con l’intento di superare confini, barriere steccati epistemologici. Il lavoro di Gambino è stato caratterizzato da un approccio fortemente interdisciplinare, che integrando paesaggio, ambiente e territorio invita a orientare la pianificazione al benessere delle comunità, alla valorizzazione del patrimonio culturale e alla salvaguardia ambientale.

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