AlpFoodway: il cibo come patrimonio intangibile dell’arco alpino

Il Progetto AlpFoodway è stato lanciato ufficialmente a Marsiglia lo scorso febbraio con l’obiettivo di creare un modello di sviluppo sostenibile basato sulla preservazione e la valorizzazione del patrimonio alimentare tipico dello spazio alpino. 

Una governace innovativa – partecipata, multidisciplinare e transfrontaliera – composta da 14 partner che lavoreranno per tre anni all’identificazione, alla mappatura e alla trasmissione di un patrimonio culturale insostituibile dei comuni territori montani: il cibo e la sua lavorazione.

La salvaguardia di antiche pratiche sociali e l’attenzione alla conservazione dei tipici paesaggi alpini sono solo due dei numerosi aspetti coinvolti, che potranno contare su di un budget di circa 2.500.000 euro.

I capofila del progetto sono il Polo di Poschiavo, centro per la formazione continua e l’accompagnamento di progetti di sviluppo del Cantone dei Grigioni in Svizzera e l’Associazione Dislivelli, realtà italiana che vanta una forte esperienza nel campo della ricerca, della comunicazione e delle dinamiche dei processi innovativi delle regioni montane.

I partner coinvolti fanno parte dei sei paesi a cavallo delle Alpi (Francia, Italia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia) e sono:

  • l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale della Regione Lombardia;
  • la Valle dei Segni, Comunità Montana della Valle Camonica;
  • il Centro Regionale di Studi sulla Popolazione alpina del Canton Vallese;
  • l’Agenzia di Sviluppo Regionle della parte settentironale della Regione slovena della Primorska;
  • il Centro di Ricerca umanistica dell’Accademia slovena di Scienze e Arti;
  • la Trentino School of Management di Trento;
  • il Dipartimento per l’Educazione e la Cultura della Regione Autonoma della Valle d’Aosta;
  • il Parco naturale regionale del Massiccio dei Bauges, Bauges Regional Natural Park;
  • la Scuola francese Kedge Business School;
  • l’Agenzia di Sviluppo della Regione slovena dell’Alta Carniola;
  • il Dipartimento del Turismo dell’Università di Monaco delle Scienze Applicate;
  • l’Università di Innsbruck.

Ma i veri protagonisti di AlpFoodway saranno gli operatori locali e i territori alpini, a cui saranno dedicati quattro distinti pacchetti di studio:

  1. un tavolo dedicato all’identificazione e all’inventariamento del Patrimoni Culturale Alpino legato al cibo;
  2. un tavolo di raccolta delle buone pratiche di valorizzazione commerciale dei prodotti alpini;
  3. un tavolo dedicato a dieci aree pilota di trasferimento delle conoscenze legate al cibo delle Alpi;
  4. un tavolo che si occuperà delle reti di trasmissione – spaziali e temporali – del patrimonio alimentare e della costruzione di occasioni di incontro che aumentino una consapevolezza diffusa della comune eredità alimentare.

Il lavoro potrà inoltre contare su 39 osservatori esterni, inerendosi a buon diritto nei percorsi di sostegno a una futura iscrizione della cultura alimentare montana nella Lista del Patrimonio culturale Intangibile dell’Unesco.