di Vanni Treu.
Lo spopolamento delle aree montane non è un destino ineluttabile, ma una sfida complessa che richiede strumenti nuovi. Non bastano più i “bandi” a pioggia o le soluzioni estemporanee: serve una strategia capace di rigenerare il tessuto sociale e istituzionale. Da questa urgenza nasce Alternavita, un’iniziativa progettata per trasformare la crisi demografica in un’occasione di rilancio strutturale per le Amministrazioni Comunali.
Il limite di molte politiche attuali è la frammentazione. Alternavita si propone invece come un percorso di animazione territoriale che guarda al lungo periodo, con un obiettivo chiaro: attrarre nuove famiglie entro cinque anni favorendo una residenzialità stabile e non stagionale.
Il cuore del progetto non è solo “portare persone”, ma creare le condizioni affinché queste possano restare. Ciò significa definire piani strategici costruiti insieme ai cittadini, creare servizi innovativi e comunità realmente accoglienti, rafforzare i legami tra nuovi e storici residenti per evitare l’effetto “corpo estraneo”.
L’aspetto distintivo di Alternavita è l’approccio metodologico. Non si tratta di semplici assemblee pubbliche, ma di un processo partecipativo che utilizza il pensiero sistemico e la tecnica dei Tre Orizzonti (H1, H2, H3). Durante il percorso, la comunità viene guidata nell’analisi delle proprie dinamiche interne costruendo la Mappa della Trappola Sistemica (per individuare i feedback negativi che generano declino) e la Mappa della Rigenerazione (per identificare le leve su cui agire per innescare processi virtuosi). Questo lavoro di backoffice combinato con l’analisi statistica trasforma le intuizioni dei cittadini in dati operativi, che confluiscono in un Master Plan finale validato dall’intera comunità.
Il percorso si articola in cinque fasi chiave che prevedono un procedere progressivo da una fase strategia ad una pratica, dall’avvio istituzionale alla definizione dei Cantieri Operativi (Cantieri di Rigenerazione). Questi ultimi sono veri e propri gruppi tematici che lavorano su pilastri fondamentali: abitare, servizi, giovani, lavoro e mobilità.
L’innovazione sta anche nella fase finale: una volta definita la strategia e attivata la “Comunità Accogliente”, il progetto prevede il supporto di società specializzate per la ricerca e l’inserimento mirato dei nuovi abitanti, garantendo un matching reale tra l’offerta del territorio e le esigenze delle famiglie emerse negli incontri che hanno generate le due mappe.
Un processo partecipativo funziona solo se genera fiducia. Per questo Alternavita prevede l’istituzione di un Tavolo di Negoziazione (TdN). Composto da amministratori, terzo settore e cittadini volontari, il TdN ha il compito di vigilare sul rispetto delle regole di ppartecipazione, assicurareche le proposte della comunità siano effettivamente prese in carico dall’Ente, garantire la continuità delle azioni nel tempo.
Perché attivare Alternavita oggi? Per un’amministrazione locale, Alternavita rappresenta un pacchetto “chiavi in mano” per smettere di rincorrere il declino e iniziare a progettare il futuro. È uno strumento di coesione locale che restituisce energia ai territori, trasformando la montagna in un luogo attrattivo, dinamico e, soprattutto, vivo.
Vai al sito del progetto https://www.alternavita.it/
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