I sapori dei territori. Gli Ecomusei e il patrimonio alimentare

“L’ecomuseo è un’istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì sono succeduti”. (Carta Internazionale degli ecomusei)

Fra le varie iniziative che impegnano gli Ecomusei ce ne sono alcune che hanno come protagonisti i prodotti agroalimentari dei territori di riferimento e, con questi, i produttori, le attività economiche e le comunità. Che si tratti di sostegno diretto alle filiere di produzione o di attività volte invece alla promozione e valorizzazione di specifici prodotti, queste azioni hanno alla base una visione qualitativa e integrata dell’agricoltura e dei processi di trasformazione di un cibo di qualità ed eccellenza, che potremmo anche definire, secondo l’ottica di Slow Food “buono, pulito e giusto”.

Le pratiche di produzione così intese custodiscono e sono il risultato di una serie di relazioni e legami profondi che rimandano ai saperi locali delle comunità, ad antichi modi di produrre e lavorare, a tradizioni e modi di vivere e interpretare il territorio e di fare paesaggio. Lavorare sui questi prodotti significa lavorare sull’identità locale, sulla coesione territoriale, sulla costruzione o sul rafforzamento di sinergie e legami senza dimenticare, in tutto questo, i visitatori che possono trovare un motivo in più per avvicinarsi a questi territori, scoprendo il piacere di assaggiare prodotti agricoli nei luoghi di produzione e, con essi, la cultura, i saperi e le esperienze racchiuse.

La scoperta, la valorizzazione, il racconto di queste pratiche, molto spesso, diventa per gli Ecomusei l’occasione per realizzare iniziative di educazione paesaggio e alla cittadinanza rafforzando il legame con lo spazio di vita, soprattutto dei più giovani. I progetti degli Ecomusei dedicati al cibo e al paesaggio rafforzando il legame fra le comunità e i loro spazio di vita, rappresentano una possibilità concreta per evitare lo spopolamento e valorizzano la qualità e l’eccellenza di sapori, luoghi, saperi, competenze rappresentando un antidoto all’omologazione.

Non è semplice restituire questo variegato mondo che spesso vive di iniziative portate avanti da volontari. Cercheremo di darne una breve e certamente non esaustiva rappresentazione per sottolineare la varietà delle esperienze e la grande attenzione che gli Ecomusei pongono a queste tematiche.

 

Il Progetto Eco Slow Road

Eco Slow Road è un progetto ideato e promosso in occasione di Expo2015 dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese per la Rete italiana degli ecomusei, in stretta collaborazione con Slow Food Italia, con l’obiettivo di collegare le realtà ecomuseali italiane caratterizzate da un patrimonio agroalimentare significativo, al fine di promuovere e valorizzare le risorse e i beni, materiali e immateriali, e diffondere un modello di produzione e di consumo non di massa e far emergere l’interesse per le produzioni agroalimentari tradizionali, frutto di un’agricoltura spesso familiare ed espressione della cultura di territori che hanno sempre sostenuto la biodiversità agraria e l’adattamento sociale ed economico alle risorse locale.

Il collegamento può essere fisico – un vero e proprio percorso di visita – assumendo come punti di passaggio obbligati i luoghi dove è possibile registrare la presenza di realtà culturali particolarmente attive nel sostegno a filiere agroalimentari e a produzioni tradizionali di qualità come i Presìdi e i prodotti dell’Arca del Gusto di Slow Food, e/o virtuale attraverso scambi di buone pratiche e collaborazioni tra ecomusei e musei di comunità nell’ambito dell’agroalimentare.

Alla base della proposta c’è la natura collettiva dei prodotti tipici e la loro capacità di valorizzare l’identità, la qualità e la cultura di un’area. Le tipicità enogastronomiche saranno il pretesto per conoscere contesti geografici spesso lontani dai circuiti tradizionali, ma anche per apprendere la cultura e le tradizioni delle comunità locali. L’obiettivo è quello di sviluppare un modello turistico articolato ma sostenibile, mediante iniziative capaci di integrare l’offerta agroalimentare con l’ospitalità e le valenze storiche e artistiche del territorio.

Segreteria organizzativa:
Maurizio Tondolo
Ecomuseo delle Acque del Gemonese +39 338 7187227 skype > mulinococconi @ecomusei

Vedi la MAPPA ECO SLOW ROAD
 

Hanno aderito

Ecomuseo delle Acque del Gemonese
Museo Etnografico della Provincia di Belluno
Ecomuseo del Vanoi
Ecomuseo del Lagorai
Ecomuseo della Valsugana
Ecomuseo della Judicaria
Ecomuseo della Val di Peio
Ecomuseo della Valle Caffaro
Museo Etnografico dell’Alta Brianza
Museo Etnografico della Valle di Muggio
Ecomuseo Valle Elvo e Serra
Ecomuseo Alta Val Sangone
Ecomuseo Terra del Castelmagno
Ecomuseo della Segale
Ecomuseo della Pastorizia
Museo Uomo Ambiente
Ecomuseo di Argenta
Ecomuseo del Sale e del Mare di Cervia
Ecomuseo del Casentino

 

Coltivare il paesaggio mangiando

Paesaggi sostenibili del cibo” è un percorso di scoperta del cibo e del paesaggio promosso dagli Ecomusei della Lombardia che mette in rete gli ecomusei lombardi, attraverso il filo conduttore della sostenibilità e del cibo. Ogni ecomuseo propone il suo itinerario, costruito tappa dopo tappa sul paesaggio che lo circonda, fatto di natura, storia e comunità. Ogni tassello compone un unico grande percorso attraverso cui “coltivare” il paesaggio.

Tutti possono coltivare il paesaggio degli ecomusei lombardi semplicemente degustando i prodotti tipici, visitando il patrimonio culturale e partecipando agli eventi.

SCOPRI GLI ITINERARI

Ecomusei aderenti: Ecomuseo del Paesaggio di ParabiagoEcomuseo della ValmalencoEcomuseo di Gorno – Il viaggio dello zinco tra alpeggi e miniere, Ecomuseo della risaia, dei fiumi, del paesaggio rurale mantovano, Ecomuseo della vite e del vino dell’Oltrepò Pavese Orientale.

 

Ecomusei del Gusto

Il progetto “Ecomusei del Gusto”, finanziato dalla Fondazione CRC nell’ambito del bando “Musei aperti”, è frutto del lavoro di collaborazione tra quattro Ecomusei – Ecomuseo del Castelmagno, Ecomuseo della pastorizia, Ecomuseo della Segale, Ecomuseo dell’Alta Valle Maira – quattro soggetti gestori, Unione Montana Valle Stura, Ente di Gestione Aree Protette Alpi Marittime, Associazione La Cevitou e Comune di Celle Macra e quattro territori, Valli Stura, Gesso, Grana e Maira. Il progetto intende promuovere le strutture ecomuseali partendo dalla valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali.

I prodotti coinvolti: agnello sambucano, formaggio Castelmagno DOP, farina di segale e acciughe sotto sale: dietro ogni eccellenza locale c’è un territorio fatto di persone e di storie. Il progetto “Ecomusei del gusto” si propone di creare una strategia di promozione e valorizzazione delle produzioni tipiche delle valli Stura, Grana, Gesso e Maira capace di consolidare il tessuto sociale e le microeconomie locali e di sensibilizzare il pubblico verso un nuovo modello di turismo di “relazione” e “interazione” con il territorio e le sue popolazioni.

 

Festasaggia

FestaSaggia è un progetto che nasce dalla volontà di promuovere e diffondere all’interno degli eventi locali, in particolare sagre e feste paesane, alcune buone pratiche legate alla valorizzazione, promozione e tutela del paesaggio, dei prodotti e del patrimonio culturale. L’iniziativa, proposta dall’Ecomuseo del Casentino a partire dal 2008, è stata inserita anche tra le progettualità di Oltreterra, progetto sostenuto dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinese e da Slow Food attraverso il coinvolgimento fattivo delle condotte di Forlì – Appennino Forlivese, del Casentino, e del Mugello e Levante Fiorentino. Altro partner di Festasaggia è il Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo. Festasaggia rientra anche tra le progettualità della Carta Europea del Turismo Sostenibile promosse dal Parco.

Il progetto si propone di:

  • stimolare l’utilizzo e la valorizzazione del patrimonio culturale locale
  • favorire l’utilizzo di prodotti provenienti dal territorio
  • promuovere e sostenere modalità virtuose  di riduzione, riciclo e smaltimento dei rifiuti.

  

Comunità del cibo, cultura alimentare

Oggi i beni culturali etnoantropologici italiani sono considerati non solo patrimonio fondamentale per la conoscenza e la storia dell’uomo, ma anche un capitale, in quanto vitale giacimento per lo sviluppo economico della Nazione. Il Portale della Cultura Alimentare è il risultato di una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UniSG) per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) al fine di sperimentare un percorso di catalogazione innovativa e di analisi critica dei dati di cultura popolare con particolare riferimento alla tematica del cibo. L’Ecomuseo delle Acque sta lavorando per un catalogo ragionato delle peculiarità enogastronomiche dell’ambito geografico del Gemonese. L’attività di inventariazione viene condotta sul campo con la collaborazione di ristoratori e produttori. Tutto il materiale raccolto verrà inserito nel portale SIRPAC della Regione Friuli- Venezia Giulia e nell’Archivio della Memoria dell’ecomuseo.

 

Immagine di copertina
Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A. – FOTO DI Romano Magrone. La transumanza delle pecore 

Documenti disponibili: