Sentieri in festival: i casi di Castel d’Aiano e Fai della Paganella

Festival Orme

Un sentiero vive se c’è qualcuno che lo percorre: che si tratti di animali o di esseri umani, sappiamo che l’enorme patrimonio materiale che disegna le aree non urbane del nostro paese (r)esiste grazie a piedi, ruote, bastoni, zampe che lo attraversano.

Lo sanno bene gli organizzatori del giovane (è appena alla seconda edizione) Festival dei Sentieri di Castel d’Aiano (Città metropolitana di Bologna), che gli scorsi 17 e 18 maggio hanno messo insieme diversi modi e occasioni per discutere e percorrere i sentieri del territorio. Biciclette, piedi e anche ruote di sedie a rotelle, ausili per qualcuno indispensabili per poter godere del diritto di esplorare il mondo: tutte queste forme di esperienza hanno preso piede sull’Appennino bolognese, terra ricca di storia e di storie, terra “da scoprire”, come recita spesso il racconto di questo festival.

Quale strumento migliore per scoprire o riscoprire un territorio se non la mobilità lenta che il sentiero esige?

La formula del festival, scelta a Castel d’Aiano, sembra avere particolare successo negli ultimi anni, e non solo in montagna. È una soluzione che permette di rifuggire l’occasionalità del singolo evento per dare vita a una catena di momenti anche molto diversi tra loro, uniti da un filo tematico e narrativo. In una contemporaneità sempre più complessa, che si tratti di raccontare la montagna o la città, il mare o il bosco, il festival di solito prova a costruire un pensiero tridimensionale che unisca diverse voci, relazioni, medialità.

Lungo il filo del sentiero si muove anche “Orme. Festival dei sentieri” a Fai della Paganella (in Trentino), che si terrà dal 5 al 14 settembre prossimi. Dieci giorni pieni di attività per un festival giunto all’ottava edizione che quest’anno dedicherà le proprie attenzioni ad una delle immagini più fertili: il sentiero come metafora della vita. Il titolo “Orme” racchiude l’essenza di questo festival: esplorare il mondo lentamente, lasciando in terra tracce gentili (da seguire, da ripercorrere, da osservare).

Per capire come questi due festival si parlano, abbiamo sentito Rossella Chiari, Sindaco di Castel d’Aiano, e Lucia Perlot, Presidente del Festival Orme.

Qual è stata l’idea che vi ha portate alla creazione dei vostri festival?

Rossella Chiari:
Il Festival dei Sentieri è nato solo due anni fa. Noi siamo un comune molto piccolo – meno di 2.000 abitanti – ma abbiamo una rete sentieristica importante, con 160 chilometri di sentieri mappati. Ci piaceva l’idea di valorizzare questa ricchezza, unendola alle testimonianze storiche e culturali del territorio e, allo stesso tempo, parlare di salute, ambiente e – perché no – creare qualcosa di turistico. Fin dall’inizio è stato importate il coinvolgimento di tutta la comunità: il festival è nato ed è stato possibile grazie alla collaborazione delle associazioni di volontariato, degli sponsor e delle imprese locali.

Lucia Perlot:
Orme, giunto all’ottava edizione, è nato come punto finale di un percorso di riflessione sul futuro di Fai della Paganella. Ci siamo chiesti che territorio volessimo diventare, perché Fai non vive solo di turismo anche è questa è la sua spinta principale. Abbiamo iniziato a dialogare con chi vive il territorio e con chi lo sceglie per una vacanza. Il paesaggio è un bene comune, è di tutti: di chi lo vive ogni giorno e di chi lo frequenta solo per breve tempo. Quindi tutti devono essere corresponsabili ed educati a prendersene cura. È il nostro bene più prezioso, da trasmettere alle generazioni future.
Il Festival è nato come un piccolo evento di pochi giorni, ma abbiamo capito che poteva favorire un turismo “mordi e fuggi”. Così abbiamo allungato la durata: oggi sono dieci giorni di festival, con circa quaranta eventi tra masterclass, tavole rotonde, trekking, teatro nel bosco e attività per famiglie.

Cose realizzate e che sfide affrontate nei vostri festival?

Rossella Chiari:
Nella prima edizione abbiamo organizzato un convegno importante, Sentieri in movimento, a cui hanno partecipato 130-140 persone, un risultato straordinario per un comune così piccolo come il nostro. Poi ci sono state escursioni a piedi, a cavallo, in bicicletta e attività per famiglie e bambini, senza dimenticare i momenti conviviali.
Quest’anno abbiamo voluto caratterizzare il Festival con il tema dell’inclusione: non solo sentieri fisici, ma anche un cammino simbolico fatto di esperienze e differenze. Abbiamo inaugurato un sentiero accessibile a tutti, pensato anche per persone con disabilità. Il motto è stato Un passo oltre, accompagnato dalla frase Io vedo orizzonti dove tu disegni confini. È essenziale il coinvolgimento della comunità, perché questi eventi aiutano ad attrarre persone e a mantenere vivo un paese di montagna che altrimenti rischierebbe di spopolarsi. Dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre i confini del nostro comune e realizzare progetti insieme con gli altri territori e con chi ama la montagna.

Lucia Perlot:
Orme non è solo intrattenimento: vuole sollevare domande sul futuro delle nostre montagne, sul turismo e sulla convivenza. Parliamo anche di cambiamento climatico: quest’anno ospitiamo uno spettacolo notturno dedicato all’Anno dei Ghiacciai. È fondamentale educare le persone a leggere il paesaggio e a rispettarlo, evitando il sovraffollamento e la concentrazione di visitatori sempre negli stessi luoghi. Il paesaggio è un bene comune: appartiene a tutti e tutti ne sono corresponsabili. Il nostro compito è mantenerlo fruibile e trasmetterlo alle generazioni future.
Il nostro punto di forza è la presenza di sentieri semplici e accessibili: ci siamo distaccati dalla logica del turismo di villaggio e dell’animazione e abbiamo creato il format attuale di Orme, un festival che promuove il turismo lento, fatto di camminate e contatto con la natura. Vogliamo portare sul territorio persone che abbiano voglia di mettersi in gioco: muoversi, conoscere, scoprire. Il sentiero è il filo conduttore, metafora di vita e luogo di convivenza.

Tra le parole chiave che leggiamo nella descrizione dei due festival troviamo “incontro”, “comunità” e “con-vivenza”: è intorno a questi nuclei che si raccolgono camminate, trekking, approfondimenti, giochi, teatro, musica e molto altro. Ogni sentiero è per natura un luogo di convivenza, in primis tra diverse specie, ma anche tra diversi modi di percepire, di leggere il mondo e di abitarlo. Una collana di occasioni intrecciate tra mattine, pomeriggi e sere è il punto di partenza per trasformare la convivenza in incontro, in apertura, in ascolto.

Per saperne di più:
Festival dei Sentieri: https://www.comune.casteldaiano.bo.it/vivere-il-comune/eventi/eventi-sportivi/2-festival-dei-sentieri-evento
Festival Orme: https://www.festivalorme.it/

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