Da Molveno a Damasco. Il paesaggio come luogo materno

La presentazione di una storia di successo parla del rapporto tra ambiente, campi di ricerca ed enti territoriali capaci di esprimerne al meglio potenzialità e risorse. Un’occasione per sollecitare i protagonisti di www.montagneinrete.it ad intervenire concretamente nella promozione della vitalità dei territori montani e della piena cittadinanza dei loro residenti.

Quella raccontata oggi è la storia della relazione tra un paesaggio ambientale, il Trentino e un paesaggio mentale, quello dei suoi abitanti, attraverso lo sguardo di chi da oltre vent’anni si impegna per garantire un sostegno costante a uno sviluppo territoriale qualificato e sostenibile.

Questa storia inizia nel 1997, anno in cui, presso l’allora Dipartimento di Informatica e Studi Aziendali della Facoltà di Economia di Trento nasce il gruppo di ricerca eTourism, tra i primi in Italia ad occuparsi sistematicamente, in ottica interdisciplinare, di management del turismo nei contesti territoriali, con una specifica attenzione ai temi della sostenibilità e all’impatto delle emergenti tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Parallelamente, nella neonata Trentino School of Management, i componenti del gruppo di ricerca avviano il “Master of Tourism Management, Sviluppo sostenibile, gestione e marketing delle destinazioni turistiche” che nel corso del suo svolgimento, tra il 2003 e il 2009, forma oltre 150 laureati nel destination management e nel destination marketing.

Da allora la collaborazione fra i due istituti è proseguita, consentendo lo sviluppo di una buona sinergia in termini di attività e competenze anche attraverso la Laurea Specialistica in Economia e Gestione dell’Ambiente e del Turismo, svolta nella sede di tsm in una logica di campus. Un rapporto continuato anche nel 2014, quando il Dipartimento di Economia e Management ha istituito MaST, la Laurea Magistrale in Management della Sostenibilità e del Turismo, l’unica in Italia ad offrire una formazione finalizzata alla gestione della sostenibilità nelle imprese, organizzazioni e istituzioni per la comprensione dei nuovi comportamenti di consumo sostenibile.

Le conoscenze specialistiche in essa contenute fanno riferimento a un modello economico diverso da quello standard basato sull’obiettivo della crescita illimitata, resa possibile dalla mancanza di vincoli all’utilizzo delle risorse naturali. L’approccio sostenibile pone invece studenti e studentesse di fronte alla sfida di assumere decisioni individuali e collettive considerando il limite all’utilizzo delle risorse e l’obiettivo di perseguire il bene comune, oltre a quello individuale d’impresa.

Un’ottica condivisa tuttora da SMTC, la Scuola di Management del Turismo e della Cultura, interna a tsm, che si impegna nella formazione di competenze manageriali evolute per lo sviluppo del turismo territoriale, rivolgendosi principalmente a coloro che si occupano di organizzare, promuovere e gestire l’offerta turistica in Trentino.

Un modello di cooperazione vincente e un caso di buone pratiche esemplificativo: è questo ciò che si ricava dai sorprendenti risultati raggiunti recentemente a Molveno dal progetto #OP17. Situato sulle rive dell’omonimo lago ai piedi delle Dolomiti di Brenta, questo piccolo comune ha subito, nel corso della stagione invernale appena conclusa, uno svuotamento delle acque del proprio bacino idrico a causa di un lavoro di manutenzione degli impianti. Un intervento necessario ma doloroso per tutta la comunità locale, la cui identità è indubbiamente legata a quel piccolo gioiello blu, fonte di benessere sociale ed economico.

Una volta consapevole e certa che non si sarebbero potuti rinviare ulteriormente i lavori, l’Amministrazione comunale ha cercato inizialmente la via della “riparazione” del danno di immagine attraverso forme compensative come la realizzazione di opere urbanistiche attorno al lago, in particolare il sentiero circumlacuale per permettere ai residenti e visitatori di passeggiare intorno al perimetro del lago in tutto il suo sviluppo.

Ma ogni situazione di crisi può rivelare delle opportunità se intuite e comunicate con adeguate chiavi di lettura: nonostante fosse davvero difficile immaginare che tale intervento al Lago potesse divenire un’autentica opportunità, la riflessione con l’Amministrazione ha consentito di elaborare una proposta culturale grazie al coinvolgimento di quattro artisti di fama internazionale: Luca Lagash, MOG, Thomas Boehm e Alessandro Cremonesi, che hanno firmato il progetto #OP17 con l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo.

Se il fenomeno dello svuotamento era infatti inizialmente vissuto dalla comunità come ferita, elemento negativo e da rimuovere (non esistono infatti documentazioni fotografiche del precedente svuotamento), era necessario innescare il meccanismo di cambiamento di prospettiva per portare la popolazione a riconsiderare il proprio rapporto con il Lago, dandone una nuova lettura e trasformando il “lago cartolina” (il più bello d’Italia secondo Legambiente e Touring Club Italiano per il 2016) nell’oggetto del processo di ri-appartenenza da parte dei suoi abitanti, proprio nel momento in cui diveniva solo macchina da riparare.

La Comunità di Molveno si è affidata a questa intuizione: è proprio quando il lago viene considerato nel suo momento “peggiore”, ossia nella fase in cui diventa contenitore senza contenuto, che gli artisti e la comunità stessa si possono adoperare per ri-significare quel luogo attraverso un processo di riappropriazione, focalizzandosi sulla dimensione simbolica del lago svuotato.

 

Ancor prima che la realizzazione delle opere d’arte si manifestasse, la sola proposta dell’ iniziativa e della inversione di tendenza ha permesso di raggiungere un primo obiettivo, fermando la comunicazione negativa che avrebbe invece innescato il fenomeno della protesta nei confronti dei pur necessari lavori agli impianti: folle di visitatori hanno animato le rive del lago a partire da dicembre e sui social network si sono moltiplicate le immagini e i commenti entusiastici che hanno alimentato il passaparola positivo che ha portato migliaia di persone, soprattutto nei weekend, ad ammirare un “paesaggio lunare e inaspettato”.

Anche questo ha contribuito a rendere i residenti di Molveno capaci di mettersi a guardare il lago vuoto da un’altra prospettiva, stupita, e di aprirsi fiduciosi a tutto ciò che #OP17 stava preparando.

Il progetto ruota attorno a una potente analogia tra il processo di svuotamento e riempimento del lago e le operazioni svolte dai cardiochirurghi dell’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, i quali durante gli interventi al cuore (nelle zone più difficili del mondo) fermano temporaneamente il flusso di sangue e lo “deviano” verso vasi artificiali, fino a quando nei bambini operati si ristabilisce la normale circolazione dei fluidi che li restituisce alla vita.

Questa analogia fornisce la chiave di lettura con cui si interpreta il fenomeno al quale stiamo assistendo al Lago di Molveno: il lago si mette a nudo, predisponendosi a un totale rinnovo delle proprie acque e della propria vita, riproponendo la potenza della sua natura, sia sul piano paesaggistico che su quello sociale, grazie alla produzione di energia.

Ma non solo: c’è un esplicito invito a “guardare dentro”, a indagare, a scoprire ciò che la consuetudine non svela; il corpo del lago è come fosse il nostro corpo, la sua anima come fosse la nostra, dunque è un invito a scoprire tutto ciò che è rimasto sepolto nelle nostre esistenze e rinnovare il nostro agire a conseguenza di ciò: l’opera dell’Associazione Bambini Cardiopatici nel mondo diventa un esempio concreto di come un sogno possa diventare realtà.

Trasformare questa situazione, di per sé negativa, in una importante occasione di riscatto e rinascita è stata una sfida intrigante che ha permesso di mettere in campo «un meccanismo virtuoso a dimostrazione di come l’arte e la cultura siano un mezzo straordinario di inclusione e innovazione sociale».

Durante il progetto sono state presentate le storie del cardiochirurgo siriano Tammam Youssef che assieme al professor Alessandro Frigiola, è riuscito a trovare i fondi per la costruzione dell’ospedale di Damasco, un centro di eccellenza in cui operano medici prestigiosi provenienti da tutto il mondo. La vita di questo uomo coraggioso, raccontata nel libro di Giovanni Terzi Shukran ti salverò, è il simbolo concreto di come la profonda generosità di chi sceglie di impegnarsi per il bene comune può fare la differenza.

Ascoltare la sua testimonianza diretta ci ha fatto cogliere l’importanza dell’approccio locale e delle fonti soggettive, gli unici strumenti in grado di raccontarci la storia dal basso, in tutta la sua complessità, anche quanto si tratta di quella di una piccola comunità montana.

Intervenire sul disagio creando un immaginario tangibile che riesca a superarlo – trasformando l’apparentemente impossibile in realtà – necessita sempre questo tipo di ascolto. È una sfida quotidiana e per coglierla davvero una comunità deve avere un rapporto compiuto con il proprio territorio, il solo a garantire la consapevolezza minima di sé stessi, soprattutto dal punto di vista collettivo.

#OP17 diventa così un incubatore di nuovi progetti, un acceleratore di idee, un calibratore di nuove prospettive ricucendo simbolicamente la ferita tra il lago “cartolina” e il lago “macchina”, recuperando il duplice valore di questo meraviglioso specchio d’acqua per la sua Comunità.

Vesna Roccon

 

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