di Maurizio Dematteis.
“Questa multa non la pago: non ho problemi a risarcire il danno fatto dal nostro cane, ma non accetto la sanzione. Lo abbiamo preso per proteggere il gregge dai lupi perché nessuno ci ha aiutato e quindi ci siamo dovuti arrangiare da soli”.
L’allevatrice della Valchiusella, che ogni anno sale con il suo gregge dal Piemonte ai pascoli valdostani, è furiosa per la multa di 240 euro arrivata a seguito dell’aggressione del suo pastore maremmano ai danni di un’escursionista: “dovrebbero avere un po’ di buon senso e fare qualche metro in più, anche fuori dal sentiero, per non andare proprio in mezzo al gregge controllato dai cani”.
Si tratta di uno dei molti contenziosi che negli anni si sono venuti a creare tra imprenditori agricoli della montagna ed escursionisti, da quando il lupo è ricomparso sulle Alpi. Il tema del lupo è da sempre un argomento che scalda le platee, senza però arrivare mai a un punto fermo: il dibattito si polarizza sui pro e contro, come allo stadio — Milan o Inter, Roma o Lazio, Juve o Toro.
Proprio per cercare di uscire da questo impasse e trattare l’argomento con il dovuto riguardo si è mosso un attore d’eccezione: il Gruppo Grandi Carnivori del CAI. Espressione della principale associazione italiana per l’alpinismo, l’escursionismo e la tutela della montagna, il Gruppo sui Grandi Carnivori potrebbe essere visto come una realtà di parte e invece, senza ovviamente sminuire i disagi vissuti dagli escursionisti, ha voluto esprimere la propria vicinanza e sostegno a tutti quegli allevatori che hanno scelto il percorso non facile della convivenza con il ritorno del lupo, impegnandosi nella messa in atto delle buone pratiche di prevenzione. Un atto di coraggio e di lungimiranza che, secondo il CAI, deve essere affiancato da un lavoro di supporto che miri a educare i frequentatori della montagna all’accettazione e al rispetto di nuove regole e comportamenti. «Solo in questo modo – spiegano i Cainisti – si potrà avviare un vero processo di accettazione ed evitare il più possibile futuri spiacevoli episodi».
L’attenzione del CAI al tema dei cani da guardiania, sottolinea come i tempi siano ormai cambiati anche in montagna: se da una parte non è più possibile lasciare gli animali in alpeggio salendo solo ogni tanto a portare il sale, dall’altra chi cammina in montagna è chiamato ad avere maggiore attenzione nei confronti delle aziende agricole locali. Gli allevatori, per primi, negli ultimi vent’anni hanno dovuto cambiare profondamente le loro abitudini, investendo nella protezione degli animali in alpeggio. Oggi chiedono ai visitatori di mettere in atto comportamenti adeguati e prudenziali quando attraversano pascoli monticati da greggi e mandrie. In molti Paesi in cui la presenza del lupo non è mai venuta meno, queste tematiche sono affrontate con metodo da chi amministra i territori; da noi, nel Nord Italia, bisogna invece ricostruire una consapevolezza sul fatto che il problema va affrontato e gestito.
Proprio per muoversi in questa direzione il Gruppo Grandi Carnivori, già nel lontano 2017, ha realizzato un decalogo dal titolo Cani da guardiania: buone norme di comportamento per gli escursionisti responsabili, articolato nei seguenti punti:
- Non gridate e non fate movimenti bruschi con i bastoni né lanciate sassi verso il bestiame o verso il cane.
- Se il cane si avvicina, state fermi e non guardatelo fisso negli occhi: questo comportamento potrebbe essere interpretato come una sfida.
- Indietreggiate lentamente, senza mai voltarvi, fino a quando il cane cesserà di abbaiare (non vi riterrà più un pericolo).
- Dopodiché riprendete a camminare tranquillamente aggirando il gregge.
- Se siete in bicicletta, non attraversate mai un gregge o un pascolo: scendete e, lentamente e a piedi, aggiratelo. Potrete poi risalire in bicicletta e proseguire la vostra escursione.
- È sconsigliato portare con sé cani da compagnia se l’escursione programmata interessa territori dove sono presenti greggi al pascolo presidiati da cani da guardiania. Nel caso in cui vi trovaste comunque in questa situazione, tenete il vostro cane al guinzaglio e non prendetelo in braccio. Allontanatevi dal gregge compiendo un largo giro attorno ad esso.
Il primo passo per ricostruire una consapevolezza sul fatto che il rapporto tra allevatori, lupo e trekker vada affrontato in modo razionale è stato compiuto dal mondo dell’associazionismo, dal Gruppo Grandi Carnivori del CAI, che ha lavorato per avvicinare gli interessi dei frequentatori e quelli degli imprenditori agricoli delle aree montane. Ora, forse, oltre ai camminatori, spetta anche ai governanti fare la loro parte, trovando gli strumenti necessari per organizzare la vita della collettività in montagna e garantire regole chiare, uniformi e applicate in modo imparziale.