Al Trento Film Festival la 27esima edizione del Premio SAT 2023.

05/05/2023 - 05/05/2023
via Manci 57 Trento Trento Casa della SAT

Tante novità per questa nuova edizione del Premio SAT 2023, la 27esima, che va a chiudere gli eventi del Trento Film Festival. Un appuntamento importante, un riconoscimento ambito perché rivolto a coloro che si sono distinti nel tempo in tre categorie: produzione scientifica e letteraria, attività sociale e attività alpinistica. 

Il Premio SAT nasce nel 1997 sotto la presidenza di Elio Caola e dall’idea dell’allora direttore del sodalizio Bruno Angelini. Negli anni sono state premiate grandi personalità dell’alpinismo, della cultura e della solidarietà di montagna, principi cardine dello statuto della SAT. Nel corso di questi anni si sono succedute donne e uomini di raro spessore umano e di grande importanza per le loro prestazioni e per le loro opere, onorando la SAT e arricchendo di storie ed emozioni, personali e collettive, un albo sempre più prestigioso.

Quest’anno, la giuria del Premio SAT ha deciso di premiare:

  • l’alpinista Roberto Mazzilis;
  • lo storico Roberto Mantovani;
  • l’agronomo solidale Gianni Rigoni Stern. 

I nomi importanti e di prestigio, saranno presenti alla cerimonia di consena che si terrà: 

VENERDI 5 MAGGIO ALLE ORE 18.00 presso la CASA DELLA SAT (via Manci, 57, Trento)

A consegnare il Premio saranno: la presidente SAT, Anna Facchini; il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi; il sindaco di Trento, Franco Ianeselli.

A portare i saluti il presidente nazionale CAI, Antonio Montani e a seguire il concerto del coro della SAT.

Tra le novità il cambio alla presidenza del Premio.A guidare, da quest’anno, la giuria è Claudio Bassetti, già presidente SAT.  “C’è un filo conduttore che unisce le persone premiate – dice il presidente della Giuria del Premio.- Un tratto molto significativo che li accomuna, anche se ognuno agisce in ambiti diversi, in spazi diversi, in attività diverse: l’essere particolarmente attenti a ciò che accade intorno a loro e agire in modo coerente alle istanze che colgono. In un mondo sempre più dominato dall’io, dal presenzialismo, dall’apparire, dal bisogno di manifestarsi e di competere, dalla prevalenza dell’avere (notorietà, visibilità, successo, contratti) è parso significativo mettere al centro un mondo diverso, fatto di persone che, all’interno di attività di altissimo valore alpinistico, culturale, solidaristico, pongono in atto processi di cura. Cura dell’ambiente, delle persone in grave difficoltà a causa dei conflitti, cura della storia e delle fatiche della gente delle terre alte. Se serve a qualcosa questo Premio, e penso che serva davvero a qualcosa, è quello di dare voce a istanze che voce ne hanno davvero poca”.

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