La Rete dei Boschi vetusti dei Parchi dell’Appennino meridionale

Complesso Monumentale Santa Maria della Consolazione Potenza Rotonda 85048 Parco del Pollino

La costituzione della rete dei Boschi vetusti dei Parchi dell’Appennino Meridionale coinvolge numerose aree protette e nasce grazie alla raccolta di materiali bibliografici e digitali forniti dagli uffici competenti delle regioni coinvolte e dal rinnovato interesse per la conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale.

Per il Progetto “Costituzione della rete dei boschi vetusti dei Parchi dell’Appennino Meridionale“, in particolare, è stato costituito un partenariato attraverso un Protocollo d’Intesa con il Ministero competente. Per il coordinamento scientifico delle attività previste dal progetto sistema è stato individuato il Centro Interuniversitario di Ricerca Biodiversità – Fitosociologia ed Ecologia del Paesaggio dell’Università “Sapienza” di Roma, diretto dal Professor Carlo Blasi, per la competenza specifica e per essere riferimento di livello nazionale sulla tematica.

Si tratta di una ricerca che tutela e valorizza la biodiversità dell’ambiente, oggi in grave pericolo a causa dei fenomeni di eccessiva antropizzazione, accentuati dal persistente declino socio-economico di queste aree. Il Parco Nazionale del Pollino, nello specifico, è la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia. Situato a cavallo di due Regioni, Calabria e Basilicata, il Parco comprende parte delle province di Cosenza, Potenza e Matera, includendo 56 comuni: 24 lucani e 32 calabresi. Negli ultimi 5 anni il Parco si è dedicato ad attività di ricerca lavorando ai seguenti progetti:

  • Costituzione di una Rete dei Boschi vetusti dei Parchi dell’Appennino meridionale”
  • Studi di dendrocronologia e di genetica di popolazione del Pino loricato;
  • Censimento degli alberi monumentali del Parco.

A giugno 2017 è prevista un’iniziativa di presentazione delle ricerche realizzate.