Agromafie. 5° Rapporto sui crimini agroalimentari

Il Rapporto Agromafie 2017 viene presentato oggi, martedì 14 marzo 2017, in coincidenza della data scelta per la prima edizione della Giornata nazionale del Paesaggio. È un documento che rilegge l’intera filiera agroalimentare alla luce degli interessi economici della criminalità organizzata. Un business in continuo aumento che, nel 2016, aveva già superato i 21,8 miliardi di euro, con un balzo del 30% rispetto al 2015.

Il Rapporto si concentra in particolar modo sulla relazione tra la coltivazione dei prodotti agricoli e l’allevamento e gli immensi guadagni derivanti dalla loro sussunzione ad opera delle potenti organizzazioni mafiose del nostro Paese. 

La loro presenza infetta anche questo importante comparto produttivo, intaccandone ogni singolo passaggio, dai campi fino alla nostra tavola:

  • abigeato e vessazioni territoriali (racket, usura, danneggiamenti, estorsioni, ecc.);
  • caporalato e riduzione in schiavitù della manodopera agricola;
  • frodi alimentari e italian sounding;
  • avvelenamento delle falde aquifere e dei terreni;
  • assoggettamento dei processi di trasformazione e distribuzione alle logiche criminali della violenza e della prevaricazione,

sono penetrati fino al cuore di questo settore di vitale importanza, il più antico e radicato nel tessuto territoriale italiano.

Una realtà articolata ed evoluta, capace di passare con disinvoltura dai reati locali ai crimini transnazionali.

La commercializzazione di prodotti alimentari che di italiano hanno solo il marchio artefatto – un’evocazione evanescente quanto fasulla di vantata eccellenza – è il fiore all’occhiello della malavita nostrana. Un’attività illecita e letale che a nulla serve se non ad arricchire i rappresentanti di una concorrenza sleale, basata sull’inganno e sulla sopraffazione.

Le Agromafie colpiscono i nostri prodotti più rappresentativi – specie nei paesi emergenti – sfruttando la reputazione e l’attrazione che gli alimenti italiani hanno nel mondo. Un danno enorme per le nostre aziende e per i consumatori.

La stesura del rapporto è resa possibile grazie al contributo delle Forze dell’ordine, della Magistratura, delle Istituzioni e degli Enti che operano sul territorio a salvaguardia del comparto agroalimentare. Per l’occasione a Palazzo Rospigiosi sarà apparecchiata la “tavola delle cosche” con i prodotti frutto del business dei più noti clan mafiosi, cammorristici e ‘ndranghetisti, con un focus particolare al “caporalato nel piatto” attraverso un’esposizione degli alimenti più a rischio presenti sugli scaffali dei supermercati.