Organizzato dall’Osservatorio Migranti Basilicata – realtà che da diversi anni è impegnata in progetti di solidarietà in una terra attraversata dal fenomeno del caporalato – questo festival itinerante si svolgerà a Potenza dal 15 al 19 luglio per poi spostarsi a Lecce a fine mese, dal 24 al 28 luglio.
Entrambi i territori di Basilicata e Puglia sono caratterizzati dall’avere una popolazione “in transito”: braccianti, turisti e popolazioni indigene vi circolano in un flusso continuo spesso muovendosi verso altri luoghi, andando e tornando ininterrottamente.
Il Migrant Film Festival si propone di far leva sulla forza evocativa del grande schermo e della settima arte per riflettere sui temi della migrazione, dell’integrazione interculturale, dell’incontro.
Quest’anno il focus dell’iniziativa sarà sulle popolazioni africane, in maggioranza del Burkina Faso e del Senegal e sulle popolazioni dell’Est Europa. Le opere presenti saranno di artisti italiani e stranieri; verranno inoltre proiettati alcuni documentari per raccontare il lavoro e le attività svolti con i migranti nei territori lucani.
La direzione artistica del Migrant Film Festival è affidata alla regista di grande esperienza internazionale ed interculturale Milena Kaneva, che è anche produttrice cinematografica con la sua società bulgara MK Production.
“Terre vicine e lontane” partecipa a MigrArti 2017, un cartellone nazionale che vanta 36 spettacoli in numerose regioni italiane e 12 rassegne cinematografiche in tutta Italia.
Inaugurato a Roma il 2 giugno, con il concerto a Palazzo Venezia della Piccola orchestra di Tor Pignattara in occasione della Festa della Repubblica, MigrArti è un progetto del MiBACT che contribuisce alla valorizzazione delle culture e delle popolazioni immigrate in Italia, anche nell’ottica dello sviluppo, del confronto e dell’integrazione interculturale.
Il Premio MigrArti è stato “disegnato” dalla studentessa del Liceo artistico di Merano Viktoria Tribus e riprodotto su legno originale delle barche di migranti naufragati nel Mediterraneo dall’ebanista di Lampedusa Francesco Tuccio. Un buon esempio di dialogo e partecipazione del Nord e del Sud d’Italia a un comune obiettivo di crescita culturale.
