Pietre di pane: memorie di geografie fragili

La  Galleria Civica di Trento ospita sino al 15 novembre la mostra “Pietre di pane. Memorie di geografie fragili”, un progetto espositivo a cura di Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni ispirata dal pensiero dell’antropologo Vito Teti.

Lungi dall’indicare una condizione di immobilità, la sua nozione di “restanza” è riletta come scelta di abitare luoghi attraversati da fratture storiche o forme di marginalità. Un invito a restare nel problema, inteso come rifiuto di ogni fuga verso soluzioni consolatorie. Intrecciando opere delle Collezioni del MART con interventi site-specific e un panel di opere di arte pubblica e attività extramuros, il percorso prende forma attraverso una costellazione di “villaggi”, nuclei di memorie parziali e architetture silenziose organizzati attorno a diversi campi di intensità. 

La mostra, realizzata in collaborazione con il Comune di Trento, si avvale del contributo di autorevoli partner scientifici: Trento Film Festival, Arte Sella, Fondazione Franco Demarchi e TSM-STEP Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, Fondazione Stava 1985.

«Il Tren­tino – ha detto Gabriele Loren­zoni in occasione della presentazione della mostra – è un ter­ri­to­rio carat­te­riz­zato dalla pre­senza delle terre alte e delle loro fra­gi­lità, e pro­prio per que­sto rap­pre­senta un osser­va­to­rio pri­vi­le­giato per com­pren­dere feno­meni che riguar­dano molte altre parti del mondo».

A partire dal mese di settembre, inoltre, si svilupperà un ricco public program diffuso in vari punti della città di Trento per favorire la socializzazione, il dibattito pubblico e l’approfondimento condiviso oltre le mura della galleria.

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Per ulteriori informazioni:
https://www.mart.tn.it/mostre/pietre-di-pane-memorie-di-geografie-fragili-160120

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