Promuovere lo sviluppo delle Alte Terre: saperi, ricerca e sperimentazione

Il convegno, promosso congiuntamente da Politecnico e Università di Torino e dal CNR, ha visto la partecipazione di numerose realtà istituzionali e della società civile – fra le quali la Regione Piemonte, la Rete delle Camere di Commercio dell’Arco Alpino e l’UNCEM – e si propone come centro di coordinamento e indirizzo del Nord Ovest montano italiano, affiancando in queto compito le consolidate realtà del Centro Nord, l’Unimont, Università della Montagna di Edolo e del Nord Est, l’EURAC, Accademia Europea di Bolzano.

Alpi e Appennini sono una risorsa preziosa, europea e nazionale. Territori nei quali la popolazione continua però a diminuire e dove le imprese faticano ad insediarsi e crescere.

Si tratta di realtà estremamente articolate e ricche di molteplici risorse, che possono dimostrarsi capaci di autosostenersi se integrate in un disegno complessivo di sviluppo armonico.

L’Accademia delle Alte Terre nasce per questo: dotare i territori montani di figure professionali altamente qualificate, capaci di cogliere pienamente, mettendole a frutto, le numerose opportunità presenti in abbondanza nei territori montuosi: dalle filiere dei prodotti naturali all’utilizzo delle nuove tecnologie nei processi produttivi e di commercializzazione. Formare esperti in grado di elaborare progetti forti e visioni innovative, legandoli alla montagna non solo dal punto di vista teorico ma soprattutto operativo.

Finalità e obiettivi ambiziosi ma non impossibili da raggiungere, soprattutto perché supportati da tutta la comunità politico-istituzionale e dalla realtà locale, unite in un’alleanza che Mariano Allocco – uno dei tre principali artefici del progetto, assieme ad Annibale Salsa e Pietro Terna – non esita giustamente a definire storica.

Vesna Roccon

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