Associazione Sherwood

Via Teramo 13 Milano Milano 20142 Associazione Sherwood

La carenza di un’adeguata istruzione e la mancanza di occasioni di crescita professionale, in montagna, sono la causa principale del fenomeno del brain drain e portano direttamente allo spopolamento e all’abbandono di questi importanti territori nazionali. L’emigrazione verso paesi stranieri di persone di talento e alta specializzazione professionale colpisce in larga misura fuori dai contesti metropolitani, soprattutto in montagna. Aree in cui è molto difficile reinserirsi a livello professionale, una volta concluso l’iter educativo, se intendono coltivare buone condizioni economiche e soddisfacenti indici personali di vivibilità. 

L’associazione Sherwood, del poliedrico artista Pietro Arnoldi in collaborazione con la storica e antropologa Michela Zucca, unisce allora molteplici approcci e sistemi interpretativi di risoluzione di questa situazione d’emergenza comune a molti territori, basandoli sulla risorsa più importante dei territori montani – la foresta e la materia prima che da essa si ricava: il legno.

Questo pregiato materiale viene studiato e trattato dal punto di vista artistico e da quello dello sviluppo territoriale delle zone rurali e di montagna. In un’ottica interdisciplinare che unisce ricerca scientifica, storica e antropologica, con l’obiettivo di promuovere e favorire la permanenza della popolazione, quando non il ritorno, in zone fragili e marginali del paese.

La materie prime e le risorse naturali dei territori di montagna, da sempre parte viva nella storia dell’umanità, sono infatti ritornate di estrema attualità grazie alla richiesta di elementi ambientali maggiormente sostenibili e vicini a una rinnovata sensibilità ecologica.

Fra i principali obiettivi dell’associazione Sherwood vanno dunque nominati:

  • la costruzione di proposte formative attorno all’utilizzo del legno, in tutte le sue forme;
  • la formazione, la ricerca e l’azione sulla storia delle civiltà di montagna, a livello antropologico, artistico ed economico;
  • il perseguimento di una serie di iniziative legate allo sviluppo sostenibile, locale e nazionale, attraverso la partecipazione a progetti europei;
  • la valorizzazione del ruolo delle donne in un’ottica antipatriarcale e antirazzista;
  • l’organizzazione di forme innovative di turismo culturale, dolce e sostenibile;
  • la promozione di progetti di reinsediamento, attraverso percorsi formativi professionalizzanti;
  • il rafforzamento di ogni attività di decentramento produttivo e culturale attraverso la costruzione di percorsi di formazione professionale e acquisizione di specifiche competenze legate al contesto;
  • la collaborazione con tutte le istituzioni formative e scolastiche;
  • la costruzione di reti di scambio di buone pratiche a livello locale ma anche internazionale nel settore della formazione;
  • l’organizzazione di programmi di alta formazione in zone rurali marginali.