di Maurizio Dematteis.
Si fa presto a dire offerta di turismo esperienziale ma poi come si organizza sui territori? Per dare risposta a tale interrogativo l’Associazione Dislivelli, con il sostegno di Patagonia, la famosa azienda statunitense specializzata in attrezzatura e abbigliamento outdoor, sta lavorando ad un progetto per la creazione di un’offerta concreta di turismo dolce, gomito a gomito con la comunità locale del pinerolese e le sue valli, in Piemonte. Pinerolo con le sue tre valli di riferimento – Pellice, Germanasca e Chisone – è un territorio compreso nell’area della Città metropolitana di Torino, dove Dislivelli ormai da lungo tempo è impegnata in progetti di sviluppo locale.
L’Associazione torinese, in collaborazione con gli attori locali, ha scelto di partire da una peculiarità unica e molto caratterizzante del territorio: la cultura valdese che permea profondamente il contesto montano. Una cultura che trascende il puro aspetto religioso, seppur molto importante e sentito, e che si basata su un forte senso di appartenenza, che permette alla comunità locale di mantenere e curare storici rapporti con il resto d’Italia e addirittura con l’Europa, soprattutto quella del Nord. Un attaccamento ad una cultura comprovato dalla massiccia adesione alla campagna dell’8 per mille della Chiesa Valdese, che coinvolge non i fedeli, ma anche quanti subiscono il fascino di questa particolare cultura europea aperta al resto del mondo.
Una mappa di comunità
Per individuare gli attori locali del territorio con cui collaborare, Dislivelli si è appoggiata al Consorzio turismo pinerolese e valli, una giovane realtà con oltre 70 soci impegnata nell’organizzazione, promozione e sviluppo dell’offerta di turismo sostenibile dell’area. Grazie al Consorzio, Dislivelli ha potuto entrare in contatto con alcune tra le più significative realtà associative attive nelle singole valli, coinvolgendole nella costruzione di una mappa di comunità. Tra queste, l’Associazione InValpellice e la Libera Associazione Valli Chisone e Germanasca hanno fatto da cassa di risonanza, coinvolgendo gli attori di cambiamento delle valli valdesi in una serie di incontri sul territorio per realizzare una mappa di luoghi, persone e opportunità da proporre verso l’esterno. Un processo ancora in corso, che punta a connettere le valli Pellice, Chisone e Germanasca in un’unitaria offerta di turismo dolce caratterizzata dalla natura e dalla cultura valdese, che possa servire da porta d’ingresso sull’immenso patrimonio che questi territori offrono. Insomma, è stato creato un modello di fruizione turistica esperienziale a trazione valdese.
A partire dalle mappe di comunità – e con il costante supporto delle associazioni e degli attori locali – sono stati realizzati itinerari di più giorni, pensati per poter dare la possibilità all’ospite di vivere l’accoglienza delle valli valdesi con i giusti tempi, cioè fermandosi almeno una notte per conoscere, chiacchierare e gustare il territorio. I soci di Dislivelli, insieme ai rappresentanti del Consorzio turismo pinerolese, agli aderenti delle associazioni InValpellice e Libera associazione valli Chisone e Germanasca, alla responsabile del tour operator Artesulcammino – realtà specializzata nel turismo culturale con sede a Genova e Milano, coinvolta nel progetto in qualità di partner specialista del mercato turistico – hanno viaggiato in lungo e in largo le valli del pinerolose. Lungo il percorso, si sono alternate escursioni in natura a visite guidate nei luoghi simbolo della cultura valdese, senza dimenticare l’assaggio dei prodotti del territorio. In quattro giorni intensi tra le valli Pellice, Chisone e Germanasca, sono stati realizzati decine di incontri: con sindaci, predicatori, abitanti, appassionati del luogo, esponenti dei centri culturali valdesi e molte altre realtà locali. Tutti, una volta compreso lo spirito autentico e partecipativo del gruppo, si sono mostrati entusiasti di poter raccontare e condividere un pezzo della propria storia e del proprio territorio.
Il progetto
I testimoni delle Valli del Pinerolese hanno aperto le porte di ecomusei incredibilmente conservati, efficienti e ben gestiti, mostrato i banchi in legno alle scuolette Beckwith, hanno poi aperto il cimitero che ospita la tomba di Lidia Poet, spalancato templi nuovi e antichi svelandone la storia, hanno portato la comitiva sui luoghi delle battaglie del Glorioso rimpatrio. Sempre alternando offerte di escursionismo in una cornice naturale incredibilmente bella.
Il progetto, realizzato grazie alla collaborazione di tutta la comunità locale, è stato ribattezzato “Valli valdesi valli europee” (VVVE), proprio in virtù della storica propensione dei territori valdesi a conservare reti internazionali con il nord Europa e non solo. VVVE vuole essere un piccolo contributo lasciato in eredità ad un territorio ricco di opportunità e dalle potenzialità enormi, all’interno del quale operano numerose realtà altamente professionali per la valorizzazione di un turismo montano che va oltre quello dello sci, destagionalizzando e offrendo diverse possibilità.
VVVE diventa così un’ulteriore opportunità che il Consorzio turismo pinerolese utilizza per attrarre nelle sue valli un turismo dolce dai numeri in crescita, fatto di persone che arrivano da vicino o da lontano ma comunque curiose di capire, conoscere e vedere un territorio unico, carico di storia e cultura.
